mercoledì , 30 luglio 2014
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IPSE DIXIT

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Anche nella conduzione di un’azienda l’esempio dei migliori è sempre un utile strumento per progredire. A questo proposito desideriamo soffermarci su alcune frasi pronunciate da personaggi di primo piano nel mondo economico-industriale: in tal modo verremo a contatto diretto con il pensiero di questi grandi e potremo trarne qualche concreto spunto di riflessione.

Iniziamo con un’affermazione di uno dei maggiori economisti americani del ventesimo secolo, John Kenneth Galbraith: “A wrong decision isn’t forever; it can always be reversed. The losses from a delayed decision are forever; they can never be retrieved.” Ovvero:”Una decisione sbagliata non è eterna: può sempre essere cambiata. Le perdite che derivano da una decisione rimandata invece lo sono: non potranno mai essere recuperate”. Questo concetto è particolarmente importante in momenti di elevata incertezza, come quello presente. Infatti il titolare d’azienda non potrà mai avere a disposizione elementi totalmente stabili (es.: prezzi, andamento del credito, movimenti della concorrenza, ecc.) su cui basare le proprie decisioni e di conseguenza la possibilità di sbagliare è elevata. Tuttavia, ci dice Galbraith, meglio sbagliare (perchè poi possiamo correggere il tiro) piuttosto che rimanere inerti, vittime degli eventi ed incapaci di afferrare opportunità che possono comunque presentarsi anche in momenti difficili.

Ma una volta presa una decisione, come fare a massimizzarne l’efficacia? Qui ci viene in aiuto Steve Jobs, il cofondatore della Apple che non ha bisogno di presentazioni. Ci dice Jobs: “We have a very simple, clear organization. It’s very easy to know who has authority for what, who has responsibility for what.” Cioè: “Abbiamo un’organizzazione molto semplice e chiara. E’ facilissimo sapere chi ha l’autorità per fare cosa e chi ha la responsabilità per fare cosa”. Due dunque sono i punti chiave: autorità e responsabilità. Se vogliamo che la nostra azienda sia efficace, ovvero sia in grado di raggiungere nella realtà gli obiettivi che si pone a livello di visione, missione e risultati, dobbiamo delegare in modo chiaro e netto specifiche porzioni di potere decisionale. A questo potere è sempre abbinata la responsabilità di utilizzarlo al meglio per il bene dell’intera impresa e per “fare” le cose che servono. Non si deve aver paura della delega, ma bisogna fare in modo che produca una reale autonomia operativa dei principali collaboratori ed una loro assunzione di responsabilità (in positivo ed in negativo) per i risultati conseguenti alle loro decisioni ed iniziative.

Tuttavia la statura del leader si misura proprio nella capacità di gestire l’organizzazione: in cosa consiste la “leadership”, parola magica spesso evocata da molti a sproposito, lo apprendiamo da Dwight David Eisenhower, presidente degli Stati Uniti, oltre che comandante delle forza alleate in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. “Leadership consists of nothing but taking responsibility for everything that goes wrong and giving your subordinates credit for everything that goes well.”:”La capacità di comando consiste in nient’altro che assumersi le responsabilità per tutto quello che va male e dare ai collaboratori il merito per tutto ciò che va bene”. Saper evitare di scaricare la propria insoddisfazione sui collaboratori, ma anzi ritenere di non aver fatto abbastanza per portarli al successo e riconoscere il loro fondamentale contributo al raggiungimento dei risultati: questa è la lezione ancora oggi valida nella conduzione di organizzazioni di qualsiasi dimensione, dalla piccola azienda familiare alla più potente nazione del mondo.

A questi insegnamenti cerchiamo di ispirare i contenuti della nostra attività di supporto agli imprenditori nella loro quotidiana fatica verso il successo.

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